Revisione pensione di invalidità-inabilità

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Le pensioni di invalidità o inabilità sono soggette a revisioni periodiche in ordine a due aspetti:

  • il beneficio dei dieci anni qualora riconosciuto;
  • la permanenza della condizione di inabilità e dello stato invalidante laddove dichiarato revisionabile. 

L’ACCERTAMENTO DELLA PERMANENZA DELLO STATO INVALIDANTE/INABILITANTE

Se all’atto della concessione della pensione la Commissione medica incaricata dalla Cassa ha ritenuto “revisionabile” lo stato invalidante, il professionista sarà sottoposto, ogni tre anni, ad ulteriore visita medica per verificare la permanenza dello stato invalidante. La pensione è definitiva, se lo stato invalidante è confermato per le successive due volte. 

I  titolari di pensione di inabilità possono essere sottoposti a visita, entro dieci anni dalla concessione della pensione, per la verifica della permanenza dello stato  inabilitante.

Qualora la commissione medica incaricata dell’accertamento per la revisione, attesti che la capacità lavorativa non è più ridotta o esclusa (totalmente per l’inabilità e a meno di un terzo per la invalidità), si procede alla revoca della pensione con effetto dal 1° giorno del mese successivo a quello della visita medica.

Della nomina della suddetta commissione medica verrà data comunicazione, tramite PEC o raccomandata, all’interessato e verrà successivamente contattato dal medico incaricato.

Qualora il professionista sia impossibilitato a sottoporsi a visita, deve comunicarlo tempestivamente alla Cassa. Infatti, l’erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che convocato, non si presti alla revisione. Trascorsi 6 mesi dalla sospensione, la pensione viene revocata.

L’ACCERTAMENTO DELLA PERMANENZA DEL BENEFICIO DECENNALE

Se l’importo della  pensione è stato commisurato, in sede di attribuzione, su un numero di anni aumentato di 10 (sino a raggiungimento del massimo complessivo di 35 anni) e non sia integrata al minimo la Cassa procede ogni tre anni, alla verifica dei  redditi extraprofessionali, imponibili o esenti da imposte, per accertare la persistenza del diritto al beneficio stesso. Nel caso in cui la media dei redditi extraprofessionali dichiarati, ecceda il limite per la concessione del beneficio, l’importo della pensione in pagamento verrà ricalcolato escludendo gli anni del maggior beneficio, che sarà definitivamente non più spettante.

DOCUMENTI DA PRODURRE IN CASO DI PENSIONE CON IL “BENEFICIO DEI 10 ANNI”

Per l’accertamento della permanenza del beneficio decennale dovrà inviare, ogni tre anni, una autodichiarazione, corredata da un valido documento di riconoscimento, utilizzando la modulistica predisposta e reperibile nel  sito. 
Qualora non pervenga tale autodichiarazione, la Cassa procederà alla sospensione della quota di pensione legata al beneficio.
I dati autodichiarati possono essere verificati e accertati con l’Agenzia delle Entrate.